Vitruvius, I Dieci Libri dell' Architettvra di M. Vitrvvio, 1556

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Per ilche pare, che in queſto Pythio errato habbia.
Come auuiene à i Medici, & à i Muſici ſopra il numeroſo battere delle uene, & il mouimento de i piedi, ma ſe gl’auuer-
, che biſogni medicare una ferità, ò trarre di pericolo uno ammalato, non uerrà il Muſico, ma il Medico, &
coſi nel-
l’Organo
canterà, non il Medico, ma il Muſico, à fine che l’orecchie dal ſuono dolcezza prendino, &
dilettatione.
Molti eſſempi ci adduce Vitr. per i quali ſi comprende come ſtà la communanza delle ſcienze, & prima dimoſtra quella tra due ſcienze, & poi
tra
molte, la Muſica, &
la Medicina ſono ſcienze, l’ufficio del Medico in quanto Medico, è riſanare gl’infermi, l’ufficio del Muſico in quanto
Muſico
, è dilettare cantando gl’aſcoltanti, in questi uffici ſono differenti, ma nelle ragioni poſſono eſſer conformi, la conſormità naſce da una
3330 commune regola, che all’uno, &
all’altra può ageuolmente ſeruire, perche conſiderando il Medico la eleuatione, & la depresſione de i polſi,
la
uelocità, &
tardezza, la equalità, ò uero la diſguaglianza, conuiene col Muſico, ilquale nelle uoci conſidera le ſteſſe coſe, perciò
che
l’eſſer tardo, &
ueloce, alto, & baſſo, eguale, ò diſeguale ſon termini communi, che à molte coſe di natura diuerſe ſi poſſono applicare,
però
non è incommodo, alcuno, che nella ragione conuenghino molti artefici, i quali ſieno nell’opere differenti, &
questo naſce dal ualore de
i
principij, i quali eſſendo uniuerſali, &
indifferenti abbracciano piu coſe, & non dipendono da ſuggetto alcuno, equale adunque ſi può inten-
dere
il tempo, il luogo, il mouimento, il corpo, il numero, la uirtù, &
molte altre coſe, che à diuerſi artefici con ragione diuerſamente con-
forme
aſpettano, dico diuerſamente conſorme, perche il principio è uno, come ſe io dicesſi l’eguale giunto all’eguale fa il tutto eguale, ma l’ap
plicatione
ſi fa in materie, &
ſuggetti diuerſi, perche il Medico applica il detto principio alle qualità dell’herbe, il Muſico a i tempi, il Filo-
ſofo
naturale à i mouimenti, il Geometra alle grandezze, &
altri altre coſe alle loro notitie ſotto poste come ancho pigliando il Medico dal
Geometra
, che gl’anguli facilmente s’uniſcano, &
la circonferenza non coſi, dice per questo le ferite circulari eſſer difflcili da unire, & ſal-
4440 dare, &
in queſto s’accompagner à col Geometra ne però il Geometra oſerà metter mano ſopra un ferito, ne il Medico ardirà opporſi al
Geometra
come Medico, che egli è.
Io diſidero laſciarmi chiaramente intendere, perciò il Philandro, benche fidelmente eſponga le parole dello interprete di Tholomeo; ci laſcia pe-
deſiderio di maggior intelligenza.
Dico adunque, che gl’Aſtrologi uolendo dimostrare come i corpi celeſti concordano, & s’uniſcono à
mandare
qua giu nel centro, i diuini loro influsſi, hanno pigliato alcune figure di Geometria tra loro proportionate, &
riſpondenti. La
5550 prima è quella, che ha tre angoli, &
tre lati equali. La ſeconda è quella, che n’ha quattro. La terza è quella, che n’ha ſei, hanno dipoi miſu-
rato
gl’angoli di quelle figure, &
ritrouato in quegli eßer proportione, & corriſpondenza mirabile, & per quella giudicato hanno la con-
formita
, &
conſonanza, che hanno le stelle nel mandar quà giu le loro Celeſti, & Diuine uirtuti, & acciò, che il tutto chiaramente s’inten-
da
, io dico ſecondo Euclide, che gl’angoli ſi miſurano dalla circonferenza, poniamo, che in un circolo molte linee tirate dalla circonferenza al
centro
facciano diuerſi angoli, dico che quegli angoli ſaranno miſurati da gli ſpatij che tengono i capi delle linee, che gli fanno nella circonfe-
renza
.
Dico dipoi che gl’antichi chiamauano Aſſe, ogni coſa intera atta à eſſer miſurata, ò partita, & la diuideuano in parte dodici, l’una
cra
detta Oncia, le due Seſtante, perche entrauano ſei fiate neltutto, che era dodici, le tre, Quadrante, perche entrauano quattro fiate nel-
l’Aſſe
, le quattro Triente, perche entrauano tre uolte nell’intero, le cinque Quincunce, &
non denominauano le cinque parti altrimenti, che
Quincunce
, perche non entrauano à far il tutto equalmente, come le due, le tre, &
le quattro, ma le ſei erano dette Semiſis, quaſi la metà
dell’Aſſe
, le ſette, Settunce, per la ſteſſa ragione delle cinque, le otto diſſero Beſſem, perche alle ſei n’aggiugneuano due, le noue Dodrante, le
6660 diece Deſtante, &
le undici, Deunce, perche non era multiplicatione, che egualmente entraſſe à finire le dodici, ſtando le coſe nel ſopradetto
modo
, io dico, che l’angulo dritto del quadrato giuſto, &
intero occupera dodici parti, l’angulo del triangulo, che è maggiore, & piu largo
@c
occuperà ſedeci, l’angulo della terza figura di ſei come piu ſtretto, ne occuperà otto.
6[Figure 6]8 16 12
L’angulo del quadrato per eſſer giuſto, & intero ſarà detto Aſſe: quello del Triangulo per eſſer maggiore un terzo, ſecondo, che ſi @e-
de
nello ſpatio della occupata circonſerenza, contenerà una fiata il dritto, che è di dodici parti, &
ſarà di piu uno

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